Comune di Nanto

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Informazioni generali

Dove siamo

Antico borgo con poco più di duemilacinquecento abitanti, Nanto è situato a soli 18 chilometri a sud di Vicenza, lungo il versante orientale dei Monti Berici, dolci declivi che raggiungono al massimo i 445 m d'altitudine.

D’inverno, quando la nebbia nasconde la pianura, le morbide e verdi colline di Nanto affiorano dalle brume come isole galleggianti, illuminate dal sole e magicamente sospese nell'aria tersa. La macchia mediterranea, molto estesa grazie al clima temperato, i numerosi vigneti e gli ulivi secolari, introdotti al tempo dei Dogi, disegnano un paesaggio dolce e dal cuore caldo, eccezionale per queste latitudini.

Il territorio è anche ricco d'acqua; con una bella passeggiata, attraverso ampie distese di boschi, vigneti e colture, si può raggiungere il vicino lago di Fimon ed esplorare una terra ricca di segreti. Tutt'attorno, infatti, i frequenti fenomeni di carsismo sotterraneo e di superficie hanno scavato nei millenni innumerevoli ‘covoli', grotte e ripari nella nuda roccia che hanno rivelato, in alcuni casi, veri e propri tesori archeologici. Questa terra è rigogliosa anche dal punto di vista artistico: la campagna è impreziosita da antichi mulini, torri colombare, fontane e lavatoi in pietra lavorata a mano. Qui s'incontrano, infine, le autentiche regine dell'entroterra della Serenissima: le magnifiche ville venete.

Nanto: un nome un mistero

L’origine del toponimoo è incerta, anche se sono state avanzate diverse ipotesi, ispirate alle diverse e antiche genti che hanno attraversato questa terra, secondo alcuni Nanto deriva da naut, termine celtico per 'ruscello' o da nantu, 'valle'. Secondo altri, deriva invece da Nanth, nome proprio dell'anticà lingua germanica. L'ipotesi più affascinante resta quella leggendaria: la cittadina, un tempo, sarebbe stata una vera e propria città romana, chiamata Nantona.

Da scoprire

Nanto è un borgo ricco d'arte e storia: di fondazione romana e da sempre dedito all'agricoltura, il paese viene citato per la prima volta con il toponimo attuale nel 1023, anno in cui l’imperatore Corrado II ne concede la giurisdizione alla Chiesa vicentina. Nel corso dei secoli, queste terre hanno testimoniato il passaggio di artisti, monaci, cavalieri e fanti, questi ultimi non sempre in pace: si ricordano ancora le feroci truppe di Ezzelino da Romano in lotta con i guelfi padovani in piena età medievale.

Raccontano una storia anche le famose cave di pietra gialla, da cui, nel corso dei secoli, è stata estratta la materia tanto ricercata e apprezzata da artisti, scultori e architetti.

In questa pietra è stata costruita, probabilmente nel XXIII secolo l'antica Chiesa Parrocchiale di santa Maria Annunziata, un tempo proprietà dei Canonici del Duomo di Vicenza

La costruzione romanica è a pianta rettangolare con abside orientata ad est, conserva a sud un pregevole portale in pietra gialla di Nanto databile 1492.

Al suo interno sono ancora leggibili alcuni affreschi del XV secolo riferibili alla scuola di Gentile da Fabriano e un altare cinquecentesco.

La vecchia parrocchiale è stata la chiesa principale della zona sino al 1895, anno in cui è iniziata la costruzione della nuova, nel cuore del centro abitato. In onore alla tradizione, anche per la nuova chiesa è stata utilizzata la tipica pietra locale. Oltre all'aguzzo e singolare campanile, meritano una visita i numerosi tesori conservati all'interno dell'edificio sacro: una Madonna col Bambino e i Santi Pietro e Paolo della seconda metà del Quattrocento, una Madonna col Bambino, San Sebastiano e San Rocco del 1532 e una Madonna col Bambino e i Santi Rocco e Battista, risalente al 1503 e firmata da Antonio Rocco. Interessanti anche il prezioso ciborio e il parapetto seicentesco dell'organo, in pietra di Nanto, cui un tempo spettava il compito di dividere lo spazio riservato agli uomini da quello destinato alle donne.

Anche l'architettura profana dei dintorni di Nanto può contare su autentici gioielli d'arte: basti pensare a Villa Barbaran, costruita nel Cinquecento dalla famiglia Bonfi di Padova e progettata alla maniera dell'Ammannati; al suo interno sono custoditi preziosi affreschi attribuiti al Brusasorci. È invece settecentesca Villa Bembo: tipica costruzione veneta, come tutte le migliori dimore patrizie, dotata di una cappella gentilizia, voluta nel 1712 da Giovanni Antonio e dedicata a Sant'Antonio da Padova; all'interno, i visitatori possono ammirare una bella tavola di Francesco Menarola.

Pietra d’arte

I Monti Berici hanno regalato a Nanto un clima temperato, un morbido paesaggio e dolci uliveti. Il regalo più prezioso è, però, un altro: si tratta di una particolare pietra gialla, utilizzata nel vicentino sin dall'epoca romana, ma ricercata e valorizzata soprattutto a partire dal Medioevo, epoca in cui il suo impiego architettonico e artistico inizia a diffondersi anche al di fuori del Veneto. Il successo di questa materia prima cresce nei secoli e riceve un grande impulso soprattutto a partire dal XIV secolo, grazie allo sviluppo della navigazione fluviale e dei trasporti via acqua; il canale Bisatto, infatti, passava a Ponte di Nanto, presso la località in cui si apriva la principale cava di estrazione. Fino a tutto il Seicento, la pietra di Nanto è stata usata da grandi artisti italiani, come Palladio, Falconetto, Sanmicheli e Sansovino; facilmente lavorabile, ha dato il meglio di sé nella creazione di stemmi, rivestimenti, davanzali, stipiti e cornici di gronda. Ne sono un mirabile esempio la Loggia e l'Odeo Cornaro di Padova, cinquecentesco, progettato dal Falconetto.

Il paniere dei sapori

I Monti Berici si rivelano un autentico scrigno di tesori enogastronomici: baccalà, sopressa, formaggi, scorzone, olio d'oliva, vini straordinari...

La zona conta ben sette D.O.C.: quattro vini bianchi, due rossi e un rosato. Garganego, Barbarano, Pinot bianco, Sauvignon, Cabernet, Cabernet riserva, Tocai italico, Merlot sono nettari riservati agli intenditori, perfetti per essere abbinati a piatti di alta cucina. Molto apprezzato è il Cabernet, un vino asciutto, robusto, di corpo, capace di esaltare la cacciagione e gli arrosti di carne rossa.

La cittadina di Nanto, per quanto piccola, vanta una grande tradizione culinaria, amata da ogni autentico gourmet: risotti strepitosi, zuppe per tutti i gusti, succulenti secondi a base di carne rossa, spesso accompagnati dalla classica polenta.

Il borgo è anche patria di due prodotti tipici: l'olio e il tartufo dei colli Berici cui ogni anno, a luglio, è dedicata una ghiotta manifestazione. Gli ulivi, coltivati in queste terre da secoli, hanno modellato tanto il paesaggio quanto la gastronomia locale.

È ottima la qualità delle olive da frantoio che maturano forti e sane grazie alla naturale predisposizione dei terreni (rarissimi i trattamenti antiparassitari) e che alimentano una produzione regionale annua di circa 500 quintali d’olio.

Ecco, infine, il protagonista principale della nostra tradizione gastronomica: un particolare tartufo con caratteristiche uniche, chiamato scorzone o scorsone (tuber aestivum). Di colore nerastro, bitorzoluto e coperto da grosse verruche, non mostra a prima vista un bell’aspetto, ma in compenso si rivela molto saporito: i nostri chef lo utilizzano per preparare zuppe, lasagne e risotti indimenticabili.

Comune di Nanto, Via Mercato 43, 36024 Nanto (VI), tel. 0444 639033, fax 0444 639065, e-mail: nanto.vi@cert.ip-veneto.net